IL NUOVO DISCO DEI DEATH GRIPS
Allora è successo che i Death Grips annullarono il tour europeo quest’estate per finire il seguito di quella bomba di The Money Store e ora ce lo hanno pronto, solo che la loro bella etichetta non intende pubblicarlo prima di Gennaio e fa chiudere il sito dei nostri eroi, che intanto avevano già caricato tutto in free download e che comunque continuano a fornire link al riguardo, oltre che streaming e innocenti incitamenti.
A riprova di quanto assurdo sia l’accasamento major dei ragazzi di Exmilitary, ma anche di quanto questi sappiano pubblicizzarsi, provocare e prender visibilità mantenendo piglio punk.
Il cazzo pennarellato è la copertina di No Love Deep Web. Ed è Arte.
QUI trovi il download
QUESTO invece, è un capolavoro
I Metz sono un power trio canadese. I Metz pubblicano un disco ad Ottobre. I Metz escono per Sub Pop, che ce li presenta (in classico brillante stile promozionale) come energica antitesi ai raffinati collettivi canadesi dello scorso decennio.
Chitarre dissonanti e batteria che picchia duro, spingono un post-punk viscerale sporcato noise, con influenze post-hardcore, voci paranoiche e una botta non indifferente. Rievocano ere dorate di Shellac, Mudhoney, Jesus Lizard, foto in bianco e nero, disagio e abrasione.
Duri, straightforward, tanto punk.
Dicono dei Metz
Alex Edkins, Hayden Menzies and Chris Slorach have been around long enough to know that if you can’t fit it in the van, it’s not worth bringing. METZ play like one brutally heavy instrument with three heads, slashing heavy-gauge strings, bending guitar and bass necks in weird unison, along with what is probably the loudest drumming you’ve ever heard. It’s a return to everything that’s good about loud, ecstatic live music.
The Band In Heaven: il gruppo della vita fino al nuovo dei Tame Impala
Quando ti arriva un video in cui c’è guida sotto l’effetto di funghi allucinogeni, poi si suona e si balla un po’, ad approfondire finisce che ci guadagni un gruppone come The Band In Heaven, se poi questi ti pubblicano un Ep della madonna, quale Sleazy Dreams uscito a Gennaio per HoZac, finisce che ci svolti la giornata.
Indie Rock psichedelico, distorto, droney, dopo la partenza dura e ipnotica della title track, l’andamento lento e un po’ spaceman 3 di If You Only Knew (download) si interrompe per l’uptempo garage di Summer Bummer (download), per poi reinfrangersi contro il riffone distorto 70s di Sludgy Dreams (diciamo che Sleazy e Sludgy calzano). Cattivi, acidi, necessari.
HORRIBLE PRESENT|“Union Plaza” e ritorni
Al netto di gente che ha tirato fuori un superdisco quest’anno e di clamori e roba da esportazione, l’emigrante preferito da tutti(?) è incondizionatamente Horrible Present, che vola di anno in anno tra Londra, Nuova York, Bologna e il nostro cuore e che, sopratutto, torna nei giorni scorsi con un Ep nuovonuovo che fa resuscitare i blog e le passioni viscerali per il pigro lofi-psych-pop da camer(ett)a, dopo una pubblicazione in cassetta in tempi non sospetti e tanta roba prima di cui si era già parlato.
Union Plaza. Bell’artwork, 4 pezzoni, stessa formula, tanto straniamento e anche qualcosa di meno cadenzato che si intrasentiva già tempo fa, quindi rest your bones, ascòltatelo bene e, come sempre, scàricatelo gratise.
PSEUDO SURFERS
Avete presente le tonnellate di recensioni che presentano un gruppo pop da 2 accordi e linea vocale sognante esattamente uguale a tutti gli altri gruppi pop, ma che, misteriosamente, da un paio di anni a questa parte, attacca il riverbero e per magia è tutto My Bloody Valentine? io sono sicuro che Kevin Shields avverta un gelido brivido risalirgli la schiena ogni qual volta questo accade. Ecco, quello che leggete non è uno di quei pezzi, perchè questo non è uno di quei gruppi. Gli PseudoSurfers, duo di Roma, chitarra basso e campionatore, sono un progetto classicamente shoegaze e non shoegaze/dream pop, non noise-pop (se per qualcuno non fosse chiaro, “noise-pop” non esiste), ma Shoegaze-noise bello impastato e marcio, sperimentale e denso come una coltre di fumo nero, tutto confusione e graffi, una roba che mi piace un sacco, dal quale si esce a pulirsi i polmoni solo per la penultima Space, per poi riimmergersi nel sordido strumentale finale. Giocano a carte scoperte, sono apertamente derivativi dall’attacco post-risata di Jungles of Iran, classico, puro revival di gioventù stordita sul limitare degli anni ‘80, di quella che non chiedeva permesso e ti investiva, ti entrava in ogni orifizio e ti riempiva fino a farti esplodere, ma vabe’…una particolarità: sommersa dalle distorsioni, la voce si esprime in italiano, semplice e sussurrata come nella migliore tradizione.
Enrico e Silvia, prendendosi tutto il tempo (un anno, 4 studi), approdano ad un EP lo scorso Ottobre, il tutto in free download (via Bandcamp) e caricano online, il mese scorso, lo strumentale di 2 minuti appena, My Secret Valentine. Annunciano un nuovo EP e una collaborazione a breve, nonché prossime apparizioni live, le quali, sinceramente, attendo con non poca curiosità.
Bomba.
Esce un bel video di Wintermute, singolo TechnoRobertSmithWave di qualche mese fa a firma Dylan Ettinger, che uscì col singolo Lion Of Judah lo scorso anno e che pubblicherà, finalmente, Lifetime Of Romance a Marzo, per Not Not Fun.
OK. sto parecchio sotto per i Lyonnais, questa band di Atlanta che pubblicò The Fatalist, un singolone, ed annunciò un album che tardò ad uscire, non si sapeva molto dall’etichetta, discordanze di qualche giorno tra varie fonti, ma che è uscito. Si chiama Want For Wish For Nowhere, per Hoss Records, che ha anche avuto a che fare con Atlas Sound (guarda un po’ di Atlanta) e proprio al progetto ormai di maggior successo della città dal famoso aeroporto, i Deerhunter di Bradford Cox appunto, i Lyonnais possono essere accostati, vuoi per la psichedelia viscerale di cui è pervasa la loro musica, tra Krautrock, PostPunk sperimentale e i Pink Floyd versione Industrial, vuoi per i ritmi ossessivi, il drone e le magie distorto-delayate di voci e chitarre che volteggiano attorno agli infiniti giri di basso, che rivelano un background non dissimile da quello della band di Microcastle e Weird Era.
The Fatalist (free download)
Musica intensa che, perlomeno a chi scrive, fa un grosso effetto; ti rapisce e ti guida, ti fa assimilare il suo ritmo e ti fa entrare nel vortice di synth e chitarre che diventa un tutt’uno con la sezione ritmica e si dilunga senza fretta né cali di pressione in un gioco di guadagno e perdita di volume e vigore, si immerge nel tappetone shoegaze e ti porta giù ed è una figata, proprio una gran figata.
Lyonnais - Transitive Properties of Youth (l’opening track)
che nome del cazzo Balaclavas…
Giovani, oscuri, irrequieti. New wave cupa, suoni abrasivi, col synthone basso in primo piano…vabè, Legs Control —-> destro + salva.
Grimes - Oblivion (free download)
Bleached - Searching Through The Past (free download)
Due sorelle hanno una band, con un’amica e un tizio alla batteria, quindi non tecnicamente una girlband, ma il risultato è quello, fanno video fighi, una delle due è figa, i pezzi sono piuttosto fighi. Punk’n’roll ossigenato al femminile…il nuovo singolo esce il 6 Dicembre.
Way Through - Salmon Patch (free download)
Looping sghembo, bizzarri TapeRecordings, PASTORAL PUNK.
release party stasera, Arrow Shower esce per Upset The Rhythm
…afternoon hits of MDMA on the beach, Ibizia before techno, Glaswegian nonchalance…
Swiftumz. Chris McVicker, un grassottello giovanotto che imbraccia una Fender Mustang (che però sta cercando di dar via o almeno di scambiare per una Telecaster), con l’aiuto di diversi amici musicisti e producers, realizza Don’t Trip, debutto pubblicato da Holy Mountain. Il singolo Angelita (destro+salva), è un pezzo dei primi Primal Scream, solo che ad un certo punto entra un synth…nord UK seconda metà anni ‘80, un po’ Ariel Pink, un po’ fuzzTweePop che di meglio non puoi chiedere. Gran pezzo.