PSEUDO SURFERS
Avete presente le tonnellate di recensioni che presentano un gruppo pop da 2 accordi e linea vocale sognante esattamente uguale a tutti gli altri gruppi pop, ma che, misteriosamente, da un paio di anni a questa parte, attacca il riverbero e per magia è tutto My Bloody Valentine? io sono sicuro che Kevin Shields avverta un gelido brivido risalirgli la schiena ogni qual volta questo accade. Ecco, quello che leggete non è uno di quei pezzi, perchè questo non è uno di quei gruppi. Gli PseudoSurfers, duo di Roma, chitarra basso e campionatore, sono un progetto classicamente shoegaze e non shoegaze/dream pop, non noise-pop (se per qualcuno non fosse chiaro, “noise-pop” non esiste), ma Shoegaze-noise bello impastato e marcio, sperimentale e denso come una coltre di fumo nero, tutto confusione e graffi, una roba che mi piace un sacco, dal quale si esce a pulirsi i polmoni solo per la penultima Space, per poi riimmergersi nel sordido strumentale finale. Giocano a carte scoperte, sono apertamente derivativi dall’attacco post-risata di Jungles of Iran, classico, puro revival di gioventù stordita sul limitare degli anni ‘80, di quella che non chiedeva permesso e ti investiva, ti entrava in ogni orifizio e ti riempiva fino a farti esplodere, ma vabe’…una particolarità: sommersa dalle distorsioni, la voce si esprime in italiano, semplice e sussurrata come nella migliore tradizione. 
 Enrico e Silvia, prendendosi tutto il tempo (un anno, 4 studi), approdano ad un EP lo scorso Ottobre, il tutto in free download (via Bandcamp) e caricano online, il mese scorso, lo strumentale di 2 minuti appena, My Secret Valentine. Annunciano un nuovo EP e una collaborazione a breve, nonché prossime apparizioni live, le quali, sinceramente, attendo con non poca curiosità.

Bomba.

PSEUDO SURFERS

Avete presente le tonnellate di recensioni che presentano un gruppo pop da 2 accordi e linea vocale sognante esattamente uguale a tutti gli altri gruppi pop, ma che, misteriosamente, da un paio di anni a questa parte, attacca il riverbero e per magia è tutto My Bloody Valentine? io sono sicuro che Kevin Shields avverta un gelido brivido risalirgli la schiena ogni qual volta questo accade. Ecco, quello che leggete non è uno di quei pezzi, perchè questo non è uno di quei gruppi. Gli PseudoSurfers, duo di Roma, chitarra basso e campionatore, sono un progetto classicamente shoegaze e non shoegaze/dream pop, non noise-pop (se per qualcuno non fosse chiaro, “noise-pop” non esiste), ma Shoegaze-noise bello impastato e marcio, sperimentale e denso come una coltre di fumo nero, tutto confusione e graffi, una roba che mi piace un sacco, dal quale si esce a pulirsi i polmoni solo per la penultima Space, per poi riimmergersi nel sordido strumentale finale. Giocano a carte scoperte, sono apertamente derivativi dall’attacco post-risata di Jungles of Iran, classico, puro revival di gioventù stordita sul limitare degli anni ‘80, di quella che non chiedeva permesso e ti investiva, ti entrava in ogni orifizio e ti riempiva fino a farti esplodere, ma vabe’…una particolarità: sommersa dalle distorsioni, la voce si esprime in italiano, semplice e sussurrata come nella migliore tradizione. 

Enrico e Silvia, prendendosi tutto il tempo (un anno, 4 studi), approdano ad un EP lo scorso Ottobre, il tutto in free download (via Bandcamp) e caricano online, il mese scorso, lo strumentale di 2 minuti appena, My Secret Valentine. Annunciano un nuovo EP e una collaborazione a breve, nonché prossime apparizioni live, le quali, sinceramente, attendo con non poca curiosità.

Bomba.