Quello strepitoso gruppo che risponde al nome di Savages pubblicherà, il 30 Settembre, il suo primo Live Ep (registrato nelle date estive) di quattro pezzi, tra i quali il già apprezzato singolone Husbands.
Ora, io come faccio a non gasarmi con un trailer del genere?

Quello strepitoso gruppo che risponde al nome di Savages pubblicherà, il 30 Settembre, il suo primo Live Ep (registrato nelle date estive) di quattro pezzi, tra i quali il già apprezzato singolone Husbands.

Ora, io come faccio a non gasarmi con un trailer del genere?

HORRIBLE PRESENT|“Union Plaza” e ritorni
Al netto di gente che ha tirato fuori un superdisco quest’anno e di clamori e roba da esportazione, l’emigrante preferito da tutti(?) è incondizionatamente Horrible Present, che vola di anno in anno tra Londra, Nuova York, Bologna e il nostro cuore e che, sopratutto, torna nei giorni scorsi con un Ep nuovonuovo che fa resuscitare i blog e le passioni viscerali per il pigro lofi-psych-pop da camer(ett)a, dopo una pubblicazione in cassetta in tempi non sospetti e tanta roba prima di cui si era già parlato.

Union Plaza. Bell’artwork, 4 pezzoni, stessa formula, tanto straniamento e anche qualcosa di meno cadenzato che si intrasentiva già tempo fa, quindi rest your bones, ascòltatelo bene e, come sempre, scàricatelo gratise.

HORRIBLE PRESENT|“Union Plaza” e ritorni

Al netto di gente che ha tirato fuori un superdisco quest’anno e di clamori e roba da esportazione, l’emigrante preferito da tutti(?) è incondizionatamente Horrible Present, che vola di anno in anno tra Londra, Nuova York, Bologna e il nostro cuore e che, sopratutto, torna nei giorni scorsi con un Ep nuovonuovo che fa resuscitare i blog e le passioni viscerali per il pigro lofi-psych-pop da camer(ett)a, dopo una pubblicazione in cassetta in tempi non sospetti e tanta roba prima di cui si era già parlato.

Union Plaza. Bell’artwork, 4 pezzoni, stessa formula, tanto straniamento e anche qualcosa di meno cadenzato che si intrasentiva già tempo fa, quindi rest your bones, ascòltatelo bene e, come sempre, scàricatelo gratise.

PSEUDO SURFERS
Avete presente le tonnellate di recensioni che presentano un gruppo pop da 2 accordi e linea vocale sognante esattamente uguale a tutti gli altri gruppi pop, ma che, misteriosamente, da un paio di anni a questa parte, attacca il riverbero e per magia è tutto My Bloody Valentine? io sono sicuro che Kevin Shields avverta un gelido brivido risalirgli la schiena ogni qual volta questo accade. Ecco, quello che leggete non è uno di quei pezzi, perchè questo non è uno di quei gruppi. Gli PseudoSurfers, duo di Roma, chitarra basso e campionatore, sono un progetto classicamente shoegaze e non shoegaze/dream pop, non noise-pop (se per qualcuno non fosse chiaro, “noise-pop” non esiste), ma Shoegaze-noise bello impastato e marcio, sperimentale e denso come una coltre di fumo nero, tutto confusione e graffi, una roba che mi piace un sacco, dal quale si esce a pulirsi i polmoni solo per la penultima Space, per poi riimmergersi nel sordido strumentale finale. Giocano a carte scoperte, sono apertamente derivativi dall’attacco post-risata di Jungles of Iran, classico, puro revival di gioventù stordita sul limitare degli anni ‘80, di quella che non chiedeva permesso e ti investiva, ti entrava in ogni orifizio e ti riempiva fino a farti esplodere, ma vabe’…una particolarità: sommersa dalle distorsioni, la voce si esprime in italiano, semplice e sussurrata come nella migliore tradizione. 
 Enrico e Silvia, prendendosi tutto il tempo (un anno, 4 studi), approdano ad un EP lo scorso Ottobre, il tutto in free download (via Bandcamp) e caricano online, il mese scorso, lo strumentale di 2 minuti appena, My Secret Valentine. Annunciano un nuovo EP e una collaborazione a breve, nonché prossime apparizioni live, le quali, sinceramente, attendo con non poca curiosità.

Bomba.

PSEUDO SURFERS

Avete presente le tonnellate di recensioni che presentano un gruppo pop da 2 accordi e linea vocale sognante esattamente uguale a tutti gli altri gruppi pop, ma che, misteriosamente, da un paio di anni a questa parte, attacca il riverbero e per magia è tutto My Bloody Valentine? io sono sicuro che Kevin Shields avverta un gelido brivido risalirgli la schiena ogni qual volta questo accade. Ecco, quello che leggete non è uno di quei pezzi, perchè questo non è uno di quei gruppi. Gli PseudoSurfers, duo di Roma, chitarra basso e campionatore, sono un progetto classicamente shoegaze e non shoegaze/dream pop, non noise-pop (se per qualcuno non fosse chiaro, “noise-pop” non esiste), ma Shoegaze-noise bello impastato e marcio, sperimentale e denso come una coltre di fumo nero, tutto confusione e graffi, una roba che mi piace un sacco, dal quale si esce a pulirsi i polmoni solo per la penultima Space, per poi riimmergersi nel sordido strumentale finale. Giocano a carte scoperte, sono apertamente derivativi dall’attacco post-risata di Jungles of Iran, classico, puro revival di gioventù stordita sul limitare degli anni ‘80, di quella che non chiedeva permesso e ti investiva, ti entrava in ogni orifizio e ti riempiva fino a farti esplodere, ma vabe’…una particolarità: sommersa dalle distorsioni, la voce si esprime in italiano, semplice e sussurrata come nella migliore tradizione. 

Enrico e Silvia, prendendosi tutto il tempo (un anno, 4 studi), approdano ad un EP lo scorso Ottobre, il tutto in free download (via Bandcamp) e caricano online, il mese scorso, lo strumentale di 2 minuti appena, My Secret Valentine. Annunciano un nuovo EP e una collaborazione a breve, nonché prossime apparizioni live, le quali, sinceramente, attendo con non poca curiosità.

Bomba.

Il seguito dell’ottimo Welfare Pop potrebbe apparire assai più banale di quanto poi non si riveli, quindi niente pregiudizi. Ehh, magari Lo Stato Sociale diventassero i Blur de I Cani! (e, quindi, a questi toccherebbe essere gli Oasis), sarebbe bella pubblicità e un’ennesima occasione di soccombere ai peggiori costumi d’oltremanica, ma grazziaddio sono cose diverse e i due progetti l’uno con l’altro hanno poco a che fare, ci sono diversi intenti, diversa scelta di mezzi.
Sono Così Indie non c’entra granché come tematiche, non c’è critica verso nessuno, non ti becchi nemmeno pipponi italo-post-romanticismo-sfigato sull’ikea o sull’alienazione disperata negli appartamenti subaffittati o cos’altro gira nella testa di uno che ascolta VascoBrondi, anzi, il tutto è ritmato, i cori ti prendono, niente di Lo-Fi, quindi uno non c’ha scuse. Il tutto è simpatico ma non vuole far ridere nessuno, il tutto è uscito da un po’ (Free Download o Acquisto fisico).



Lo Stato Sociale - Amore ai tempi dell’Ikea (2011) by garrinchadischi
Oltre alla title track, è buona Escapista. Anche la Stasi Aveva un Cuore è una bella idea, davvero tre belle canzoni. Brutale invece non convince proprio, a dire il vero è più che altro il ritornello, brutto, sembra il pubblico ad un concerto di Caparezza.

2 gran bei Ep, bravi Lo Stato Sociale.

Il seguito dell’ottimo Welfare Pop potrebbe apparire assai più banale di quanto poi non si riveli, quindi niente pregiudizi. Ehh, magari Lo Stato Sociale diventassero i Blur de I Cani! (e, quindi, a questi toccherebbe essere gli Oasis), sarebbe bella pubblicità e un’ennesima occasione di soccombere ai peggiori costumi d’oltremanica, ma grazziaddio sono cose diverse e i due progetti l’uno con l’altro hanno poco a che fare, ci sono diversi intenti, diversa scelta di mezzi.

Sono Così Indie non c’entra granché come tematiche, non c’è critica verso nessuno, non ti becchi nemmeno pipponi italo-post-romanticismo-sfigato sull’ikea o sull’alienazione disperata negli appartamenti subaffittati o cos’altro gira nella testa di uno che ascolta VascoBrondi, anzi, il tutto è ritmato, i cori ti prendono, niente di Lo-Fi, quindi uno non c’ha scuse. Il tutto è simpatico ma non vuole far ridere nessuno, il tutto è uscito da un po’ (Free Download o Acquisto fisico).

Lo Stato Sociale - Amore ai tempi dell’Ikea (2011) by garrinchadischi

Oltre alla title track, è buona Escapista. Anche la Stasi Aveva un Cuore è una bella idea, davvero tre belle canzoni. Brutale invece non convince proprio, a dire il vero è più che altro il ritornello, brutto, sembra il pubblico ad un concerto di Caparezza.

2 gran bei Ep, bravi Lo Stato Sociale.